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Tracciamenti e dati personali: la tecnologia al tempo del Covid
Articolo scritto da Stefania Grosso, Content Writer per TechWarn Media

Sono stati mesi difficili come tutti sappiamo. Anche il futuro rimane incerto, sia a livello sanitario sia a livello economico. In questi mesi, come sappiamo, è stato grazie alla tecnologia se abbiam potuto continuare a lavorare, studiare e comunicare con i nostri cari. Ed è proprio il mondo digitale ad essersi avvantaggiato in questo periodo, con le grandi aziende tech che registrano un aumento dei volumi in traffico e/o abbonati. 

Le grandi aziende tech e il successo della tecnologia

Gli esempi più eclatanti sono Netflix – la piattaforma di streaming che ha dovuto abbassare la qualità video dei suoi streaming – che ha registrato un +66% nel download della sua app in Italia (dati Sensor Tower); oppure Steam – la piattaforma per gamers– che ha registrato il più alto numero di utenti connessi in un unico giorno. Oltre all’intrattenimento, si è registrato un forte aumento anche per quanto riguarda i servizi in cloud e di comunicazione per il lavoro e per finire, il Covid è riuscito ad unire anche due colossi da sempre nemici:  Google e Apple. Le due grandi aziende tech hanno unito le forze per sviluppare un’app di tracciamento – simile alla nostra Immuni in quanto si baserà sempre sul Bluetooth – da usare negli Stati Uniti presumibilmente. 

App di tracciamento dunque, sempre più account e sempre più dati: ma anche servizi di uso comunque come le delivery di cibo da asporto e per la spesa, la scelta di vestiti e la prenotazione di un qualunque servizio. C’è già chi pensa che difficilmente torneremo alle nostre abitudini pre pandemia e che la tecnologia avrà un ruolo sempre più preponderante nelle nostre vite. 

Sicurezza e privacy

Come si poteva immaginare, questo aumento vertiginoso dell’uso della tecnologia ha riportato in vita un dibattitto molto sentito: la gestione della privacy e dei dati personali. L’aumento dell’uso di internet ha portato con sé anche un lato negativo infatti: l’aumento delle truffe digitali, degli attacchi malware e la preoccupazione che i dati raccolti non vengano tenuti al sicuro. 

Ad esempio un sondaggio condotto da ExpressVPN, ha dimostrato come il 75% della popolazione americana pensa che le app di tracciamento e dunque anche le grandi aziende coinvolte violino la loro privacy personale. E le stesse aziende non godono di una grande reputazione a seguito dei numerosi scandali che le hanno coinvolte. L’88% degli intervistati inoltre pensa che tutti i dati raccolti finiscano in mano a terze parti, per profilazione e pubblicità – a volte molesta. 

Non solo dati personali però, i sistemi e dispositivi stessi sono a rischio, con un aumento degli attacchi alla sicurezza informatica che ha colpito soprattutto i lavoratori che si sono convertiti allo smart working. Proprio per questo è sempre necessario ricordare quanto è importante la cybersecurity: dall’antivirus alle password, da un firewall ad una VPN, sono tutti strumenti utilissimi per proteggere i nostri account e dati sensibili. E non dimentichiamo inoltre che l’Unione Europea ha mosso qualche timido passo per proteggere i diritti digitali dei cittadini (il GDPR; il diritto all’Oblio) ma è necessario che ognuno faccia sentire la propria voce prima che sia troppo tardi.

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