La sicurezza è un ponte tra noi ed il mondo in cui viviamo


La tragedia del ponte Morandi a Genova ha acceso i riflettori su un lato oscuro nella gestione di un paese: la manutenzione che garantisce sicurezza.

Questo evento ci impone una riflessione sulla sicurezza. Sono morte 43 persone innocenti che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma nessuno di queste era responsabile dell’integrità e sicurezza del ponte. Il destino è beffardo, colpisce sempre gli altri… o noi ne siamo artefici?

In Italia il termine sicurezza è utilizzato per molti ambiti. Nella lingua inglese si utilizzano due termini diversi. La sicurezza delle “cose materiali” con il termine Security e la sicurezza delle “persone” con il termine Safety. 

Il 14 agosto si è verificato un avvenimento legato alla sicurezza delle cose (il ponte) che ha condizionato la sicurezza delle persone (le vittime). 
Si poteva evitare la tragedia? Si, senza dubbio. In Italia si pensa sempre a costruire ma spesso si sottovaluta la manutenzione.

Cosa bisognerebbe fare? Sicuramente un piano di intervento per la manutenzione, ma manca un “pezzo” per completare il puzzle della sicurezza: il monitoraggio. 

E come si può monitorare una struttura? Edificio, parco, ponte, o strada che sia, esistono molti modi e tecnologie per il monitoraggio a distanza. In primis la videosorveglianza. Sembra banale ma non lo è. 

Un efficiente monitoraggio a distanza inizia con il posizionare in punti strategici un certo numero di videocamere ad alta definizione in combinazione a sensori motion detector.

Ma non si può stare col naso attaccato al monitor! Infatti per evitare spreco di tempo e risorse, basta configurare bene il motion detector (tecnologia funzionante da anni) per monitorare dei punti specifici. Inoltre sono necessari dei sensori di allineamento per monitorare che la struttura non si sposti, sensori sismici per tenere sotto controllo eventuali movimenti strutturali. 

 

Tutto questo aiuterebbe? Si, sicuramente avremmo più informazioni per mantenere la situazione sotto controllo. 

E come si fa ad avere il “quadro completo della situazione”? L’ ideale sarebbe l’utilizzo di un bel database presso il Ministero delle Infrastrutture dove i concessionari, le ditte di manutenzione e tutti coloro autorizzati (a vari livelli ovviamente) possono accedere ed inserire i dati di competenza. 

Avremmo improvvisamente una situazione ben chiara ed aggiornata delle strutture presenti sul territorio. Non di meno uffici della PA, scuole, depositi…insomma, una soluzione applicabile a tutte le infrastrutture e per nulla difficile da applicare.  

Proviamo così, iniziamo col diffondere la mentalità della manutenzione. Facciamo comprendere agli Italiani come sia fondamentale vivere in sicurezza. 
La sicurezza, in qualsiasi sua sfaccettatura, è solo una questione di testa!



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