Spioni sul web: attivare la navigazione anonima su internet

 

Ogni giorno utilizziamo internet, per qualsiasi cosa: per cercare informazioni, per un acquisto online, per leggere una ricetta e così via.

Ogni giorno milioni e milioni di persone utilizzano un browser per navigare ed ogni giorno ci sono milioni di persone che incappano in siti web pericolosi. Numerosi siti web sono lo specchietto per le allodole per carpire le nostre informazioni, dati sensibili, che possono essere davvero importanti per esempio i nostri dati fiscali (codice fiscale, indirizzo) oppure i dati della carta di credito. 

 

4 informazioni che inviamo solo navigando su un sito

La prima informazione che inviamo al sito che visitiamo è il browser che utilizziamo, Safari o Internet Explorer che sia. I siti web da molti anni hanno nel codice interno un algoritmo che riesce a codificare il browser che usa l’utente e quindi ad adattare, se ritenuto ecessario e se il webmaster lo ha previsto, le funzionalità del sito. 

La seconda informazione che inviamo ai siti web è il nostro IP pubblico. L’IP pubblico ci identifica sulla rete e viene registrato dai software di analisi delle visite (per esempio Google Analytics) perché dall’IP possiamo sapere chi è il nostro gestore telefonico, quindi chi ci fornisce il servizio di collegamento alla rete, TIM o Linkem o Infostrada per fare un esempio.

La terza informazione che inviamo è la nostra posizione GPS. Come?!? Si sì, proprio la nostra localizzazione! Attenzione: non si vede esattamente il nostro indirizzo ma si può sapere, in linea generale, da quale stato ci colleghiamo (Italia, USA, Australia, ecc). In particolare, si vede il luogo da cui il nostro provider internet ci fa connettere alla rete. 

Un’altra informazione è il software che utilizziamo per la navigazione: sia il sistema operativo (macOS, Windows o Linux) ed il browser (Internet Explorer, Google Chrome, Safari, ecc).

 

Ecco, ed ora che sai quali informazioni invii ai siti, che si fa? 

 

Dalla parte dell’hacker: cosa ci fa con le informazioni

Dalla nascita dei social network e delle app di messaggistica esiste un nuovo “oro” che fa gola a tutti: le nostre informazioni. La profilazione dell’utente che utilizza queste piattaforme è la nuova merce di scambio tra aziende, non più il semplice denaro. 

 Ora analizziamo le informazioni indicate prima. Un servizio come Google Analytics utilizza le informazioni dei visitatori per aiutare il proprietario del sito web visitato a controllare il flusso di visitatori. Ed analizzando, un dato a caso, il Flusso di Comportamento si può stabilire l’interesse per una certa pagina web. 

Ma se un sito come Google riesce ad utilizzare poche informazioni per darci una grande mole di dati, figuriamoci un hacker! 

L’hacker può utilizzare, per esempio, il flusso di dati scambiato per sapere se il pc è in uso o meno, può utilizzare il tracciamento dell’IP per sapere che siti web utilizziamo (un hacker che sa il fatto suo crea pagine web di falsi servizi, anche bancari, postali, ecc) per raccogliere i dati che prima dicevamo. Sapere da dove ci colleghiamo e che software usiamo può far decidere all’hacker se è interessante colpirci o meno, se potremmo essere un bersaglio o meno.

Un hacker può anche indurci ad installare un rivoluzionario plugin per proteggerci sui siti e poi è proprio il plugin che funge da cavallo di Troia e permette al suo creatore di prendere il controllo del nostro pc!

Quante volte abbiamo trovato pubblicità pressanti su questo tipo di plugin? Beh, sono bufale. Gli sviluppatori seri non hanno bisogno di invaderci per promuovere il proprio prodotto. 

 

Esiste quindi una soluzione per difendersi? La navigazione anonima ci aiuta? 

La navigazione anonima è ormai disponibile sui tutti i principali browser: Chrome, Safari, Edge, Firefox. Questa modalità non permette di nasconderci totalmente sul web, non ci permette di essere del tutto anonimi, ci consente di non lasciare traccia sul pc utilizzato dei siti web che abbiamo visitato come anche di cancellare tutti i cookie degli stessi siti web. Con la modalità antitracciamento attivata, di default nei browser più conosciuti, ci permette di evitare la nostra profilazione durante la navigazione. 

 

Ci profilano. Che succede mentre navighiamo?

Mentre navighiamo e passiamo da un sito web all’altro o scarichiamo file, documenti, musica o semplicemente vediamo un video o una foto, i siti web registrano tutto e poi “passano” le nostre informazioni a siti web come Google, Amazon, Facebook che poi ci mostreranno immagini e video attinenti a quello che abbiamo visto. Ti era successo e non sapevi come mai? 

 

Utilizzando l’antitracciamento questo non avviene, o almeno non con tutti i siti, perché il nostro browser ripulisce i dati che noi lasciamo sui vari siti e quindi non è possibile ricostruire tutto il percorso completo che ci ha portati fin lì. 

 

Vuoi essere del tutto anonimo?

Per essere più anonimi su internet esistono più metodi, però sono complessi e non adatti ad utenti che non hanno dimestichezza con l’installazione e configurazione di programmi aggiuntivi. 

Il metodo più importante per non essere localizzabili e tracciabili sul web è quello di nascondere il proprio IP. Nascondendo il proprio IP si eliminano di colpo 3 tracce: l’IP appunto, la localizzazione ed il proprio provider Internet. Per nascondere il proprio IP ci sono dei servizi online che, creando una rete VPN (Virtual Personal Network) riescono a farci nascondere il nostro IP e sulla rete avremo quello da loro fornito. 

Sembra poco ma non lo è!

 

 

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