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Furti di identità: quali rischi per la privacy


Sembra che ogni giorno ce ne sia una nuova, ed è così. Ma la “notizia” di oggi è in rete da un bel po’ e ne avevamo parlato qualche tempo addietro. 

I furti di identità sembrano cose da film. Facciamo fatica anche ad immaginare come potrebbe essere impersonare un’altra persona, sapere le sue abitudini o dove abita. Questo però è il minimo che potrebbe succedere. L’hacker potrebbe utilizzare queste informazioni per commettere dei reati e lasciare le nostre informazioni, potrebbe registrarsi a vari siti web malevoli con i nostri dati (per esempio su Facebook) e poi contattare i nostri amici spacciandosi per noi ed interagire con persone ignare.
Insomma non è una bella prospettiva. 

Al momento è un problema molto sentito, ne hanno parlato molto in tv sui giornali ed i blogger si sono infuocati. Ed hanno ragione! Il pericolo è grande, chi dice che “non ha nulla da nascondere, che possono fare con i miei dati” ecc, non ha capito la gravità del problema.

Come fanno a rubarci l’identità? 

Beh i modi sono tanti, furbi e fanno leva su tre fattori psicologici:
1. la paura
2. la gioia del regalo
3. il sesso 

Quando fanno leva sulla paura? Per esempio quando arriva una mail da un fantomatico avvocato o dalla banca che segnala un problema. In entrambi i casi si richiede di cliccare su un link ed inserire i propri dati per continuare. 
Nel caso dell’avvocato si parla di una fattura da saldare e nel caso della banca di una comunicazione molto importante. Ecco il fattore paura. 

Invece per sfruttare la gioia spesso vediamo un pop-up (finestra che si apre di colpo davanti ai nostri occhi) dove ci viene comunicato che siamo stati scelti per vincere un nuovo smartphone e che quindi dobbiamo inserire i nostri dati (incluso l’indirizzo e la carta di credito) per ricevere il regalo. E non solo non riceviamo il regalo ma ci svuotano la carta! 

Per sfruttare il sesso come calamita si usano dei pop-up o delle email dove delle signorine avvenenti ci invitano a contattarle per momenti di puro piacere. E chiedono i nostri dati (altrimenti come ci possono contattare? Ma non sanno già la mail?) e qui scatta la fregatura come sopra. Ovviamente il bersaglio di questi contatti ingannevoli sono gli uomini frustrati. 

 

I metodi sono quindi diversi ed usano una leva psicologica ben collaudata. Ma come possiamo difenderci? Perché dobbiamo avere paura?

Innanzitutto bisogna prestare attenzione al mittente delle email e dei messaggi, al link del sito web visualizzato sulla barra del browser e bisogna innanzitutto porsi una domanda: ho mai avuto a che fare con questa banca? Oppure con quell’avvocato. A volte già basta porsi questa domanda per capire che dietro c’è una truffa. 

 

Il punto importante è: bisogna avere paura di un furto del genere? La risposta è SI

Basta pensare ai fastidi che ci posso creare come per esempio registrarci su siti web porno o nel dark web oppure in siti web di pedofilia. Ecco, già basta questo a doverci far riflettere e prestare molta più attenzione ai click che facciamo ed alle nostre informazioni. 

 

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